mercoledì 12 ottobre 2011

Papa, alla lettera

di Davide Giacalone


La lettera che l’onorevole Alfonso Papa ha consegnato ad altri parlamentari pone questioni imprescindibili, di portata largamente superiore alla sua vicenda personale. 
Secondo il capo della procura napoletana, Giandomenico Lepore, “se la lettera è vera non merita commenti”. 
E’ vera, e merita un’inchiesta penale a carico dei magistrati di quella procura. 
Papa è un magistrato, un loro collega, e quel che espone presuppone reati gravissimi. 
Quindi non si tratta di stabilire se esiste, ma se lui è un calunniatore o i procuratori dei delinquenti. 
E’ un passaggio delicatissimo, che coinvolge i vertici istituzionali e tracima nel vivo dell’attività legislativa, rendendo superflua anche la discussione sulle intercettazioni telefoniche.

Governo battuto, il premier chiederà la fiducia: “Crisi ora è da irresponsabili”


Il premier esce dall'aula senza degnare di uno sguardo Giulio Tremonti

 Il governo va sotto alla Camera sul rendiconto generale dello Stato. Per le assenze nella maggioranza, l’Aula ieri ha bocciato per un voto l’articolo 1 del provvedimento anche grazie ad alcune defezioni pesanti, in primis quella di Giulio Tremonti. Ma mancavano anche Claudio Scajola e diversi ex Responsabili, nonché Umberto Bossi (incolpevole, a quanto pare, perché stava rispondendo ai giornalisti fuori dall’Emiciclo senza accorgersi che si stava votando).

martedì 11 ottobre 2011

"Così il senatore Pd intercettato chiedeva notizie su Tarantini"


di Gian Marco Chiocci e Massimo Malpica

L’attacco all’ex pm del caso D’Addario Pino Scelsi da parte del procuratore capo di Bari Antonio Laudati è durissimo. Ben più di quanto trapelato dalle indiscrezioni sulla sua audizione al Csm. In un memoriale che ricostruisce cronologicamente le inchieste sulle escort e sulla sanità, ne infila per tutti e su tutto. 
Chiama in causa il senatore del Pd Maritati, intercettato mentre chiede a De Santis (l’uomo di D’Alema) su chi deve «raccogliere notizie», ricevendo come risposta un inequivocabile «Tarantini », poi mentre richiama l’amico spiegando di aver appena incontrato un magistrato, «individuabile nel dottor Scelsi».

Un passo avanti per i soliti maestrini




                                                  di CARLO PRIOLO


Fini e Scajola fate un passo indietro non per il bene dell’Italia, ma per il vostro bene, per il vostro bene come persone.
Spogliatevi della veste di politici, perché, fortunatamente, contate quasi niente, altrimenti la nostra credibilità all’estero sarebbe seriamente compromessa.

Detenuto “politico” in attesa di giudizio

                                                    ALFONSO PAPA
di ANTONIO FANELLI

Prigioniero politico. 
Alfonso Papa, il deputato su cui la Camera ha votato per l’autorizzazione a procedere (complice la Lega, ndr), ormai non ha motivo per rimanere in carcere. 
A parte che ancora non è stato definito in maniera puntuale il capo d’accusa per il quale è detenuto, la cosa che più fa indignare, è la completa mancanza di rispetto per la persona, il parlamentare e la Giustizia in genere.

lunedì 10 ottobre 2011

I pm non ci fanno, ci sono

di Guido Vitiello

Le manipolazioni mediatiche, il peccato originale del caso Tortora, la nostalgia del processo inquisitorio, l’abuso dei pentiti. “In giustizia” di De Cataldo è un pamphlet (involontario) contro l’ideologia di molti pm

Non chiamiamola faccia di bronzo, per quanto forte sia la tentazione, e quella falsa saggezza tutta inquisitoria secondo cui a pensar male si fa peccato ma ci si azzecca lasciamola alle anime grigie e incattivite. Resta però il problema di spiegare in qualche altro modo fenomeni curiosi come l’indignazione civile di Ilda Boccassini per le intercettazioni pubblicate sui giornali, il richiamo alla serietà rivolto ai media qualche mese fa da Antonio Ingroia per la “kermesse” scatenata intorno al caso Ciancimino, le doglianze dei pm del processo Meredith per l’intollerabile “pressione mediatica” e la “Caporetto dell’informazione”.